Perché venire a Favignana?

Il mare

La prima ragione per venire a Favignana è sicuramente il mare. È splendido. Acqua cristallina, fredda, con colori degni delle migliori spiagge caraibiche. 
Anche nel 2019 Favignana si è aggiudicata 4 vele (Guida blu redatta da Legambiente) che premiano la qualità dell’accoglienza e la sostenibilità turistica della località, oltre che la pulizia del mare e delle spiagge e la presenza di spiagge libere.

Cala Rossa; Bue Marino; Cala Azzurra; Lido Burrone; Calamoni; Cala Rotonda; Praia; Punta Sottile; Cala Faraglioni. Sono tutti nomi delle spiagge di Favignana.

Favignana è particolarmente apprezzata dai turisti perché non richiede necessariamente un’imbarcazione per godersi tutte le spiagge in quanto sono facilmente accessibili a piedi.

L’archeologia

Aegusa. È questo il nome che nell’antichità era stato dato a Favignana. Adesso il nome deriva dal vento Favonio.

Favignana, essendo la più grande delle isole Egadi (arcipelago che comprende: Favignana, Marettimo, Levanzo, Formica e Maraone) è piena di storia. Un esempio sono le testimonianze ritrovate sull’isola;  graffiti di epoca paleolitica visibili presso “Cala San Nicola“.

Nei pressi del cimitero si trova invece il “Bagno delle donne”, l’unico luogo a Favignana che presenti testimonianze della civiltà romana.

Altro esempio deriva anche dai nomi. Una curiosità?
Cala Rossa” si dice prenda il nome dal sangue riversato sulle coste dell’isola durante le guerre puniche. Si trattò di un massacro di tali proporzioni che il sangue riversato dalle imbarcazioni colorò completamente il mare, rendendo la spiaggia rossa.

La Tonnara e la famiglia Florio

Nella seconda metà dell’800, l’isola di Favignana divenne proprietà della famiglia Florio.

In Sicilia il nome “Florio” rimanda a tante cose: lavorazione e produzione del tabacco; produzione del Marsala e del cognac; coltivazione del cotone; corse automobilistiche (Targa Florio); etc.

La famiglia Florio,  ebbe il suo massimo splendore durante la Belle Époque, di origine calabrese, più precisamente di Bagnara Calabra. Il capostipite Vincenzo, trasferitosi a Palermo, avviò diverse iniziative industriali, fra cui quella dei vini Marsala. Il figlio Ignazio, nella sua Favignana, dette invece inizio alla prima industria conserviera al mondo, iniziando a inscatolare sott’olio il tonno, fino allora conservato sotto sale.

Il buon cibo

Favignana è certamente famosa per il tonno, grazie all’antica tradizione della “Mattanza”. Tuttavia, dal 2007 ad oggi, la Mattanza è stata abolita dall’Unione Europea ed è per questo che a Favignana si possono trovare tantissimi piatti squisiti non necessariamente a base di tonno:

  • Cous Cous, simbolo della multiculturalità siciliana. A Favignana, come nel Trapanese in generale, è diventato una tradizione, che si tramanda di generazione in generazione; 
  • Busiate alla Trapanese (o con condimenti a base di pesce), sono un tipo di pasta molto simile ai fusilli avellinesi, ma leggermente più larghe;
  • Cassatelle di ricotta fritte, dolce di sfoglia ripieno di ricotta dolce, fritto e cosparso di zucchero a velo.
  • Le Frascatole. Anticamente un piatto povero fatto di brodo vegetale, cavolfiori (o carciofi) e fave. Merita attenzione la ricetta delle Sorelle Guccione, famosissime a Favignana – e non solo – per i loro libri di cucina. Interessante anche il video, con il procedimento dello Chef Uccio